DIARIO DI BORDO anno I. n 3 spettacolo indegno a. Pontida ., velo si o velo no , alunni stranieri. ridotto o in. classio separate , polemiche. sul. gesto. degli ultras. juventini e ì. adulti non. cresciuti ma. bambini
Questo è lo spettacolo indegno appena andato in scena sul palco di Pontida.
L’eurodeputata leghista Anna Maria Cisint è salita assieme a quattro donne travestite con il velo integrale, dando vita a uno dei momenti più sconcertanti nella storia di una festa che di cose imbarazzanti ne ha viste passare parecchie in 30 anni.Dal pubblico si è levato il coro “Levalo! Levalo!”, a cui Cisint si è sobriamente unita con un “Brucialo!” E ancora: “E vai a casa tua con quel velo!” Essi Hanno talmente pochi argomenti da sbandierare e successi da rivendicare di quattro anni di governo disastrosi, che sono costretti a inscenare queste gag di quart’ordine che umiliano le donne islamiche riducendole a macchiette, a caricatura, e si dimenticano di dire che in questo Paese esistono già leggi chiarissime e limpide sul viso coperto.Ma. soprattutto che esistono. diverse forme di velo . Questa è pura arma di distrazione di massa, è circonvenzione di incapaci e. di 'analfabeti funzionali e e creduloni Un modo per spararla sempre più grossa, inseguire Meloni sul burqa nelle scuole e scimmiottare \. inseguire (male) Vannacci.Un italiano che si lascia prendere all’amo da simili pagliacciate in fondo se la merita gente come Salvini e Cisint non si lamenti poi.
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Burqa e niqab li considerono indumenti barbarici in quanto cancellano il volto e il corpo della donna e traducono nello spazio pubblico un’idea radicale di segregazione. Il loro divieto, anche per ragioni di riconoscibilità, mi pare pienamente giustificato. Ma non.èì c’è. Bisogno di una. Nuova. Legge. Basta. Aggiungere. Un comma alla. n Italia, ll'Articolo 5 della Legge 152/1975 (contenuta nelle disposizioni a tutela dell'ordine pubblico). La norma vieta l'uso di caschi protettivi o di qualunque altro mezzo atto a rendere difficoltoso il riconoscimento della persona in luoghi pubblici o aperti al pubblico, senza giustificato motivo. L’hijab, che copre soltanto i capelli e lascia visibile il volto, o altri. Veli. ( vedere. Slide. ) mi. Pongono. , e credo anche a. Chi s’informa e cerca di conoscere e capire la. Cultura dell’altro. , una questione diversa. È vero, può essere imposto dalla famiglia, dalla comunità o da un ambiente in cui la libertà femminile esiste soltanto sulla carta. Queste pressioni vanno contrastate, offrendo protezione concreta a chi vuole sottrarvisi. Tuttavia, può anche essere indossato da una donna adulta per fede, appartenenza culturale o scelta personale. Perché lo Stato dovrebbe vietarglielo? Se un padre o un marito obbligano una donna a coprirsi, esercitano una forma di dominio. Se lo Stato la costringe a scoprirsi contro la sua volontà, decide ancora una volta sul suo corpo. Cambia l’autorità, resta la stessa sottrazione di libertà. Credo che una posizione laica dovrebbe combattere ogni imposizione del velo e rispettare chi sceglie liberamente di portarlo.
La libertà vale anche quando produce scelte che non condividiamo e che personalmente non faremmo. Altrimenti la libertà diventa soltanto il diritto di far vivere gli altri come piace a noi.
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Ha ragione l'autore giornalista dell'unione. Sarda. il. quale manifesta una chiara vicinanza ideale verso l'area della destra conservatrice e sovranista, pur senza manifestare una formale e ufficiale appartenenza a un singolo partito quando dice. : << Limite di studenti stranieri? Giorgia, che fesseria Imporre un limite agli studenti stranieri nelle scuole è una fesseria.Come si può imporre un limite. Se in un paese ci sono più stranieri che italiani che fa, tiene gli stranieri a casa? Fesseria assoluta. Aggiungo che lo straniero che va a scuola, si inserisce, impara la lingua, la cultura e la legge italiana diventerà un buon italiano: sia il benvenuto se sarà un uomo perbene [...] >>
Infatti esiste già il limite del 30 per cento.La soglia risale al gennaio 2010, quando il Ministero dell’Istruzione, allora guidato da Mariastella Gelmini, pubblicò una circolare con le «indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana».La circolare stabilisce, come criterio generale, che gli studenti con cittadinanza non italiana non debbano superare il 30 per cento degli iscritti in ciascuna classe. La misura aveva l’obiettivo di distribuire gli studenti stranieri in maniera più equilibrata tra scuole e classi e di evitare concentrazioni troppo elevate.Il limite, però, non è assoluto. Gli Uffici scolastici regionali possono innalzarlo quando gli studenti stranieri hanno competenze linguistiche adeguate, per esempio nel caso di ragazzi nati e cresciuti in Italia, oppure abbassarlo in presenza di studenti con una conoscenza dell’italiano insufficiente a seguire normalmente le lezioni. Inoltre, il superamento della soglia non consente a una scuola di rifiutare l’iscrizione di un minore. Il riferimento alla soglia del 30 per cento non è rimasto soltanto in un documento del 2010. Negli anni successivi il ministero ha continuato a richiamarla nelle disposizioni sulle iscrizioni. Per esempio, nella nota per le iscrizioni all’anno scolastico 2024/2025 il ministero ricordava agli Uffici scolastici regionali la necessità di programmare i flussi delle iscrizioni, fissando «di norma» al 30 per cento la presenza massima nelle singole classi di studenti con cittadinanza non italiana o con una ridotta conoscenza della lingua italiana. Anche le disposizioni sulla formazione delle classi pubblicate in Gazzetta Ufficiale hanno richiamato la circolare del 2010, precisando però che la sua applicazione non deve comportare un aumento del numero complessivo delle classi.Insomma, Giorgia Meloni oltre a dire una banalità pare abbia scoperto l'acqua calda. La scuola pubblica italiana ha ben altri problemi e molto più seri, gravi e urgenti!
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la lettera dell'interista Pietro deperu ( ). ha. causato la reazione. degli juventini
che pur. avendo ragione, in quanto non contano i colori della squadra ,qui conta l'educazione e il rispetto per un calciatore in questo caso che morto, sia stato uno dell'inter, del Milan, ecc o per le. foto sopra. mancanza. di rispetto. verso dei morti. si comportano. come. dei. bambini. che. quando gli rimproverano dicono ma loro .... .





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