diario. di. birdo. annoi. 1. n. 11 Velma e Dorothy, migliori amiche a 109 anni: «È incredibile che riusciamo ancora... ad andare avanti. Il nostro segreto? Avere una vita sociale» Le due si conobbero durante la Seconda Guerra Mondiale quando lavoravano come dattilografe al Ministero della Guerra .,. Vince 2 milioni al Gratta e Vinci a 18 anni, Michele: “Resteremo umili, non stravolgeremo la nostra vita” ., storia. di. dignità : Alì, 36 anni, arrivato in Italia dal Pakistan nel 2013, e di sua moglie Ilenia, con la quale condivide la vita e la gestione del food truck "Italopak". ., Il marito muore, ma cinque mesi dopo lei riceve una telefonata dalla libreria: le ha lasciato 12 libri e 12 lettere. In libreria “La gioia trova sempre la strada”, il romanzo di Libby Page


  da. google. news


Velma e Dorothy, migliori amiche a 109 anni: «È incredibile che riusciamo ancora...
ad andare avanti. Il nostro segreto? Avere una vita sociale»
Le due si conobbero durante la Seconda Guerra Mondiale quando lavoravano come dattilografe al Ministero della Guerra



mercoledì 4 novembre 2026, 12:51 - Ultimo aggiornamento: 5 novembre, 09:39
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Hanno entrambe 109 anni e sono migliori amiche da più di 80. Nate a pochi mesi di distanza nel 1915, Velma Long e Dorothy Boggess si sono conosciute a Washington durante la Seconda Guerra Mondiale quando entrarono a far parte delle “Rosie The Riveters”, l'esercito di donne che riempì le linee di produzione, i cantieri navali e gli uffici governativi lasciati scoperti dagli uomini inviati al fronte
Un'amicizia che è nata nonostante le due dovessero spesso fare i conti con la segregazione razziale dell'epoca, che spesso le costringeva a lavorare in uffici isolati. A quell'epoca infatti, sia Boggess che Long iniziarono a lavorare come dattilografe per il governo: Long per la Marina e Boggess per il Dipartimento della Guerra (dove Dorothy fu una delle prime cinque donne afroamericane assunte per ruoli d'ufficio), guadagnando uno stipendio annuo di 1.440 dollari. Nella primavera del 2024 le due hanno anche ricevuto la Medaglia d'Oro del Congresso, il più alto riconoscimento civile statunitense, per il loro servizio pionieristico durante la guerra.






Conobbero i rispettivi mariti sul lavoro e le loro storie d'amore iniziarono con dei pranzi insieme. «Andavamo spesso al Dipartimento degli Interni perché lì non c'era la segregazione razziale», ricorda Boggess, «e il cibo era migliore». È proprio in quei corridoi che le loro vite si sono incrociate. I mariti, inoltre, scoprirono di essere cugini e divennero legatissimi: da quel momento, quasi ogni appuntamento si trasformò in un'uscita a quattro. «Mio marito adorava il suo», racconta Boggess. «Abbiamo trascorso tantissimo tempo insieme e viaggiato ovunque».
Da giovani, frequentavano insieme corsi di ginnastica e organizzavano feste di compleanno per i figli nel giardino di Boggess. Ora è più difficile vedersi spesso, ma si sentono al telefono quasi tutti i giorni. «Entrambe abbiamo perso tanti amici cari. È incredibile che riusciamo ancora ad andare avanti», ha detto Boggess.
Il segreto per la longevità
Quando si chiede alle due amiche ultracentenarie quale sia il loro elisir di lunga vita la risposta è semplice. «Facciamo esercizio fisico e mangiamo bene, ma la cosa più importante è la vita sociale». Anche durante la vecchiaia le loro vite sono rimaste incredibilmente attive. Dorothy ha imparato a nuotare a 69 anni e ha iniziato a viaggiare per il mondo. Appesa alla parete del suo seminterrato c'è ancora una lista dei paesi visitati, rigorosamente disposti in ordine alfabetico, dall'Argentina alla Turchia. Velma, dal canto suo, ha sempre amato mete come le Bermuda, Montreal e le Hawaii, coltivando la sua passione sfrenata per il volo. «Adora volare», racconta la figlia Phyllis Valentine, 78 anni, che l'anno scorso l'ha accompagnata in Texas per il 150° anniversario del college che ha frequentato. «Mentre stavamo atterrando ad Austin, guardava fuori dal finestrino proprio come una bambina.
Le ho chiesto a cosa stesse pensando e lei mi ha risposto: 'Non avrei mai pensato di poter tornare qui'».
Come Dorothy, anche Velma non rinuncia alla vita sociale. «Esco spesso con mia figlia», racconta. «Lei insiste sempre perché io vada con lei. Io le dico: 'Sono davvero troppo vecchia'. E lei risponde: 'No, non lo sei. Alla gente piace vederti, vedere una persona della tua età'». Un entusiasmo contagioso, confermato dalla stessa Phyllis: «Ormai anche tutte le mie amiche dicono che lei è come una madre per loro».

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Vince 2 milioni al Gratta e Vinci a 18 anni, Michele: “Resteremo umili, non stravolgeremo la nostravita”
5 Novembre 2026, 16:02 https://www.fanpage.it/attualita/




Ha vinto 2 milioni di euro con un Gratta e Vinci da 10 euro acquistato al bar dove lavora, a Marzocca, nel Senigalliese. Michele, 18 anni, sogna di comprare casa a Chiaravalle, dove la famiglia ha vissuto per 25 anni. “Non stravolgeremo la nostra vita, resteremo umili e lavoratori”, ha raccontato.Un biglietto da 10 euro acquistato quasi per abitudine al termine di una giornata di lavoro si è trasformato in una vincita da 2 milioni. È successo a Michele Picone, diciottenne di Marzocca, frazione di Senigallia, nelle Marche, che ha centrato il premio con un Gratta e Vinci della serie Giochi di Natale. Una sorpresa arrivata in un momento del tutto ordinario, mentre aspettava che la madre passasse a prenderlo per tornare a casa.

Michele frequenta il quinto anno dell'istituto alberghiero Panzini e lavora al bar tabaccheria Ventiquattro, lungo la strada statale 16, dove presta servizio ogni giorno dalle 18 alle 20. Si occupa del bancone e della preparazione degli aperitivi. Proprio alla fine del turno ha deciso di comprare un biglietto, come faceva abitualmente, scegliendo tra quelli rimasti nel locale. "Erano rimasti quattro Gratta e Vinci di Giochi di Natale e Pasquale me ne ha dato uno da 10 euro: quello fortunato", ha raccontato, secondo quanto riporta il Corriere Adriatico.

Non ha grattato subito il tagliando. Ha aspettato l'arrivo della madre Pia e, una volta salito in macchina, lo ha scoperto insieme a lei. Quando è apparso il premio da 2 milioni di euro, l'emozione ha preso il sopravvento. I due sono rientrati nel bar per avvisare i colleghi, prima di raggiungere il resto della famiglia. "Sono felicissimo e quasi ancora non ci credo", ha detto il ragazzo, spiegando anche perché abbia sempre continuato a lavorare nonostante gli impegni scolastici: "Mi piace rendermi utile e lavorare anche per dare una mano alla famiglia: mio padre è artigiano e la crisi si fa sentire, mia mamma fa la badante".

La notizia ha portato inevitabilmente curiosi e clienti davanti al locale, ma i genitori stanno cercando di proteggere la quotidianità del figlio e di gestire con discrezione l'attenzione arrivata all'improvviso. Il giorno successivo alla vincita, martedì 3 novembre, Michele è partito con entrambi i genitori alla volta di Roma per recarsi negli uffici di Lottomatica e avviare le procedure necessarie alla riscossione del premio. La somma indicata dopo le trattenute dovrebbe aggirarsi intorno a 1,6 milioni di euro.

Per il futuro, il primo progetto riguarda il ritorno a Chiaravalle, dove la famiglia ha vissuto per circa 25 anni prima di trasferirsi a Marzocca. "Torneremo a vivere a Chiaravalle, perché ci piace abitare lì e compreremo una casa. Ma non stravolgeremo la nostra vita: resteremo umili e lavoratori, magari saremo solo più sereni", ha spiegato Michele. Tra le possibilità c'è anche quella di realizzare un'attività legata alla cucina, la grande passione del ragazzo che studia per lavorare nel settore della ristorazione. A parlarne è stato soprattutto il padre Francesco, che ha raccontato il desiderio di aprire un ristorante insieme alla famiglia. Michele, intanto, sta prendendo la patente e potrebbe finalmente acquistare la sua prima automobile.

Le origini della famiglia sono napoletane: Francesco è di Secondigliano e Michele è nato a Napoli. Padre e figlio condividono anche la passione per la squadra azzurra. Nonostante il premio, il padre non sembra intenzionato a lasciare il proprio lavoro: ha raccontato di essere uscito di casa alle 5 del mattino anche il giorno successivo alla vincita. Una scelta che rispecchia la volontà di non cambiare abitudini e di affrontare questa nuova situazione senza perdere il legame con la vita di sempre.

Intanto al bar Ventiquattro la soddisfazione è grande anche per chi ha venduto il biglietto. I titolari, Marco Brucci e Danial Abdelrahman, conoscono bene il ragazzo e la sua famiglia. "Michele è uno di noi. Siamo felici che questa vincita vada a una famiglia che ne ha bisogno ed è fatta di persone perbene", hanno commentato.



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 da  https://www.ilmessaggero.it/italia/

LECCE - Un esempio di dignità e amore per il lavoro sta muovendo la solidarietà dei salentini. È per la
storia di Alì, 36 anni, arrivato in Italia dal Pakistan nel 2013, e di sua moglie Ilenia, con la quale condivide la vita e la gestione del food truck "Italopak". La coppia, residente a Collepasso, è diventata un vero punto di riferimento sul territorio per quanto riguarda lo street food e un fenomeno sui social: il loro profilo TikTok conta infatti oltre 175mila follower e ben 4 milioni e mezzo di likes, raccolti raccontando con simpatia e genuinità la quotidiana attività lavorativa. L'attività itinerante li vede impegnati durante la settimana in via Parabita, ad Alezio, mentre il sabato e la domenica lo street food staziona a Collepasso, nei pressi del palazzo baronale, preparando ai clienti piadine e varie bontà.
La denuncia
Nei giorni scorsi, però, i due sono stati vittima di un amaro episodio di cronaca, denunciato regolarmente ai carabinieri della stazione di Collepasso: ignoti si sono introdotti nella loro abitazione svaligiandola e portando via tutti i risparmi messi da parte negli ultimi mesi. I malviventi avevano rubato anche la Fiat Punto utilizzata per le consegne a domicilio, mezzo che, fortunatamente, è stato poi ritrovato nei giorni successivi a Casarano.
Di fronte alla gravità del furto, Alì e Ilenia non si sono persi d'animo né hanno cercato scorciatoie. Attraverso i social, l'uomo ha lanciato un accorato appello: «Cari clienti, amici, voi siete la mia famiglia e io mi rivolgo a voi: non vi chiedo soldi, ma vi chiedo almeno una volta di venire a prendervi una piadina e di darmi la possibilità di lavorare per riprendermi economicamente».
L'appello
In tantissimi hanno risposto proponendo aiuti economici o suggerendo di lanciare raccolte fondi, ma la coppia ha rifiutato categoricamente ogni offerta con decisione: «Noi ringraziamo tutti e apprezziamo tanto, ma siamo abituati a guadagnarci i soldi lavorando, per questo, ai contributi volontari, preferiamo deliziare tutti con il nostro buon cibo». In un mondo in cui in tanti preferiscono il guadagno facile, Ilenia e Alì vorrebbero invece che tanti clienti che non conoscono ancora le loro specialità, possano avvicinarsi per gustare i piatti che preparano, così da poter lavorare anche durante la stagione invernale, un periodo in cui generalmente le vendite e il lavoro tendono a diminuire. La risposta della comunità per sostenere la determinazione dei due giovani è stata immediata. Il gruppo musicale "Liberi", nota cover band dei Nomadi, ha deciso di fare la propria parte organizzando un concerto per sabato 7 novembre, alle ore 19:00, in Largo Fiera ad Alezio, proprio per richiamare una grande affluenza di pubblico e permettere ad Alì e Ilenia di lavorare a pieno ritmo. Sui social e nei paesi limitrofi il tam-tam è già fortissimo: in tantissimi si sono dati appuntamento per sabato sera per premiare la straordinaria buona volontà della coppia, far sentire loro l'affetto del territorio e aiutarli concretamente a ripartire.


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Un inno alla lettura e alla vita: Libby Page racconta come è nato il suo nuovo romanzo, "La gioia trova sempre la strada", e cosa lo ha ispirato




«I libri che non abbiamo ancora letto sono amici che non abbiamo ancora conosciuto» ama dire Libby Page. E forse non c’è la frase migliore per accompagnare l’uscita italiana di La gioia trova sempre la strada, il romanzo che, dopo aver conquistato critica e classifiche negli Stati Uniti, in Inghilterra, in Francia e in Germania, è immediatamente balzato anche da noi nella list dei libri più venduti.
Autentica calamita per il “passaparola”, benedetto dall’endorsement («è semplicemente meraviglioso») di una bestsellerista come Imogen Clark, che ha saputo raggiungere nel nostro Paese le 200.000 copie vendute con il suo La felicità nei giorni di pioggia (entrambi sono pubblicati da Libreria Pienogiorno), il romanzo di Page è soprattutto un luminoso inno al potere dei libri e alla capacità che hanno di raggiungerci quando più ne abbiamo bisogno. Una lettura contagiosa che non promette di preservare da ogni ferita, ma testimonia qualcosa di più vero: che possiamo continuare a sorprenderci e ad abbracciare la vita. Sempre.
«Desideravo scrivere un romanzo che celebrasse la magia della lettura e la fondamentale importanza delle librerie e dei librai nel far arrivare i libri giusti nelle mani dei lettori giusti», commenta la scrittrice, che ha lavorato come cronista al Guardian prima di diventare una narratrice di successo, tradotta in oltre 20 lingue, «perché, come uno dei miei protagonisti, sono convinta che un libro possa perfino cambiare un’esistenza, e io stessa ho visto quel miracolo compiersi».
La storia sa catturare sin dalle prime pagine: Tilly Nightingale, una giovane donna londinese sprofondata in un profondo lutto dopo la prematura scomparsa del marito Joe, cinque mesi dopo la sua morte riceve una telefonata del tutto inaspettata dal proprietario di una libreria locale. Joe, prima di morire, le ha lasciato un regalo speciale: dodici libri, uno per ogni mese dell’anno, ciascuno accompagnato da una lettera scritta di suo pugno. Saranno i libri, i libri di Joe, a prenderla per mano, ad aprirle ancora la strada, a trasportarla in nuove avventure. Ogni pagina è un invito a vincere la chiusura, ad accogliere una sfida, a viaggiare, a riabbracciare gli amici, a incontrare persone nuove, ad abitare con gioia il presente. È una chiamata a vivere.
«Ho scritto ispirata anche dalle mie esperienze di lutto e dalla guarigione che ho trovato nella lettura durante alcuni dei momenti più difficili della mia vita. È un romanzo profondamente personale, ricco di tante cose che mi sono proprie: il piacere di leggere, certo, ma anche l’amore per i viaggi, un senso profondo dell’amicizia e pure una certa inclinazione al romanticismo». Il risultato è «una lettura in grado di risanare ogni cuore» per Kirkus Review, una delle più autorevoli e influenti riviste di recensioni letterarie.
«Mi è piaciuto molto lavorare alle lettere di Joe, e anche trasmettere il suo senso dell’umorismo e il suo ottimismo; sono state molto emozionanti da scrivere, in particolare l’ultima, volevo fosse perfetta. Se il romanzo è colmo di emozioni e d’amore, un amore che vince perfino la morte, è perché io stessa l’ho scritto con il cuore» conclude Page. «Sono grata che i lettori lo abbiano percepito».




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