Il culto dei defunti tra vecchie consuetudini e il rischio di una memoria "al silicio". i rose rosse o. fiori tradizionali. per. un. morto ?
<< Ma solo di Halloween. ? ti ocupi e il 2. Novembre taci ? ,Parole dettemi da un cugino di 2 o 3 Grado (. figlio. di un. cugino. in primo. di. mia. madre. ) ieri. primo novembre durante la. riunione. annuale una dj famiglia , quando mia madre gli.ha detto del mio. Blog , che lui seguiva già evidentemente , visto l’espressione sorridente.
Ora ha ragione . IL problema è che non. Saprei. Cosa. Scrivere (.e quelle poche. volte. nei. vecchi. blog. che. ho. scritto qualcosa. ero. dell'umore. adatto \ ispirato ) che. sia. come. generalmente faccio. per. certi post. a. tema. ìun. compromesso. fra. storie. troppo personali. e. generali . Fortunatamente Mi. sono venutio. in. Soccorso. Due. Fatti. Il. Primo. La. Polemica. familiare perché uno. dei figli di mio. cugino , di. 14. anni. non presente. alla. riunione familiare ha messo. sul Loculo. del bisnonno una rosa. rossa comprata da Un. Pakistano perché ieri. 1. novembre non aveva. trovato venditori ufficiali di. fiori. vicino al cimitero . La seconda è da questo Editoriale del. Corriere.della. sera. D’oggi
Analizziamole tutte e due.
La prima
Appena il padre lo ha raccontato c’è. stata. fra parenti. una discussione se fosse dignitoso o meno mettere dei fiori diversi da quelli classici per i morti nelle tombe o loculi . A mio avviso Assolutamente sì, è del tutto dignitoso. Non esiste alcuna regola o obbligo che imponga di usare solo i fiori considerati "classici" per i morti (come i crisantemi). La dignità di un omaggio floreale non dipenda dal tipo di fiore, ma dal pensiero, dall'affetto e dalla cura con cui lo si sceglie.
Scegliere fiori diversi è spesso un modo per rendere il ricordo ancora più personale e speciale.Infatti
scegliere fiori non classici è una scelta di valore. Vuol dire:
Un legame più personale: Scegliere il fiore preferito in vita dal defunto, o una pianta che amava particolarmente, è un gesto intimo e pieno di significato.
Celebrazione della vita: Fiori dai colori vivaci o dalle forme insolite possono celebrare la personalità solare e l'energia che la persona cara aveva in vita.
Estetica e durata: Molti fiori e piante non tradizionali si adattano splendidamente ai vasi dei loculi o delle tombe, garantendo anche un'ottima resistenza.
Su internet in cui. ho Scritto. Tale. Domanda ho. Trovato. idee e alternative ai fiori classici ecco. Alcune
bellissime opzioni suddivise per tipologia:
Fiori recisi eleganti e resistenti:Garofani: Disponibili in tantissimi colori, hanno un'ottima durata e un aspetto composto.
Gigli o Calli: Simbolo di purezza ed eleganza, perfetti per un ricordo solenne ma diverso dal solito.
Rose: In bocciolo o aperte, esprimono un amore profondo e senza tempo.
Piante in vaso (ideali per le tombe a terra o fioriere stabili):Ciclamini: Resistono benissimo al freddo autunnale e invernale, portando un tocco di colore discreto.
Erica o Calluna: Piante resistentissime, con piccoli fiori che sfidano il gelo e rimangono ordinati per mesi.
Viole del pensiero: Piccole, colorate e incredibilmente tenaci contro le basse temperature.
La seconda.
Nel suo articolo. vedi. foto. sopra intitolato "Quando saremo di silicio", pubblicato proprio oggi (2 novembre) nella sua rubrica La Ricreazione sul Corriere della Sera, Lo scrittore mette in guardia dal rischio di una deriva tecnologica volta a cancellare la memoria corporea e umana.. Infatti Alessandro D'Avenia tocca un punto profondamente vero: l'illusione transumanista di poter "digitalizzare" ed eternare la coscienza nel cloud (fatta appunto di chip al silicio) ci allontana dal senso più autentico del nostro essere umani.Inoltre ha ragione nel ricordarci che la nostra essenza e la nostra memoria passano anche attraverso i gesti concreti e la nostra fragilità biologica, proprio nel giorno in cui si commemorano i defunti. Tuttavia, c'è un "ma" da considerare:
Il silicio come memoria attiva: Sebbene la tecnologia non ,meno male , possa sostituire l'anima o il calore umano, gli strumenti digitali agiscono ormai come un'estensione della nostra memoria biologica. Ci permettono , salvo hackers , di conservare foto, pensieri e voci di chi non c'è più, fungendo da "cimitero digitale" accessibile e vivo per chi resta.
Il rischio dell'idealizzazione: Liquidare la transizione digitale solo come una minaccia potrebbe farci perdere di vista il potenziale di queste tecnologie (se usate con consapevolezza cosa. sempre più. rara "ahimè" \ aimè ) nel ridurre le distanze e preservare pezzi di storia umana che altrimenti andrebbero perduti
Io però. essendo cresciuto con i cimiteri , sono. d'accordo. con Davenia . Infatti ricordo. ancora quando era obbligatorio ( anche. se. in. realta In Italia non è mai esistito un obbligo di legge nazionale che imponesse alle scuole di portare gli studenti in visita al cimitero. [1] ) fino al 1985 anno. din rinnovo. dei. patti lateranensi. portare le. scuole. al cimitero. Infatti Tuttavia, la percezione di questo "obbligo" nasce da forti consuetudini del passato, legate alla storia e alle tradizioni locali: Infatti. c'era la Tradizione del 2 novembre,fortunatamente non acora. sfrutta strumentalente. da. nostri politicanti cultori. ad orologeria delle. nostre tradizioni e. radici occidentali ] , Fino alla seconda metà del Novecento, era una radicata consuetudine sociale e parrocchiale condurre i bambini e le classi al cimitero in occasione della Commemorazione dei Defunti. Molti lo ricordano soprattutto. quellli. delle. generazioni. fino. alla. fine degli. anni. 70 , come un passaggio automatico della routine scolastica, pur non essendo ripeto formalmente un obbligo ministeriale. [1, 2]
Questo. è. il. mio. 2. novembre. e. il. vostro. ? famelo sapere. se vi va. nei. commenti


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