La storia di Mavia, originaria di Panama, ex infermiera, che non riusciva a trovare una casa in affitto a Firenze: ora vive con una donna fino a ieri sconosciuta. A farle incontrare è stato il progetto Abitare Solidale
da. corrierefiorentino.corriere.it. dek. 31\10\2026
Marta e Mavia, 86 anni e 69 anni. Fino a ieri sconosciute. Adesso coinquiline, nello stesso
appartamento. Marta, fiorentina, era sola, la figlia lontana. Mavia, originaria di Panama, ex infermiera, non riusciva a trovare una casa in affitto. I prezzi del mercato fiorentino, per lei, non erano accessibili, soprattutto con la sua pensione minima. Per quattro anni ha vissuto nella struttura Arcobaleno e per altri due anni all’Albergo Popolare. Fino a quando ha trovato Marta, che le ha aperto le porte della sua casa.Così adesso le due donne vivono insieme. Marta ha aperto le porte ad una donna senzatetto, e adesso si sente meno sola. Mavia, che contribuisce alle spese delle utenze, è riuscita a trovare un tetto sopra la sua testa.
Non solo brutte notizie sul fronte casa insomma. A volte l’emergenza produce belle storie. Siamo in piazza Donatello, a Firenze. Una casa grande, con una biblioteca, una terrazza e un giardino. Marta ci vive da anni, ha una figlia che abita a Siena e che non le fa mancare la sua presenza. Ma non è facile, alla soglia dei 90 anni, trascorrere tutta la giornata con gli affetti lontani. Dall’altra parte Mavia, da 35 anni in Italia, una vita come infermiera in clinica, e poi la marginalità. Cercava una soluzione diversa: un luogo in cui sentirsi a casa, possibilmente condividendo gli spazi con un’altra donna, senza rinunciare alla propria indipendenza.
A far incontrare le due donne è stato Abitare Solidale, il progetto che promuove forme di coabitazione fondate sull’aiuto reciproco. L’abbinamento non è stato immediato. Prima ci sono stati gli incontri, i caffè insieme, le conversazioni per conoscersi e capire se caratteri, abitudini e aspettative fossero compatibili. Un percorso di avvicinamento che ha funzionato. L’11 maggio 2026 è cominciata ufficialmente la convivenza.
Da allora Marta e Mavia condividono buona parte delle loro giornate. Preparano i pasti, si occupano della casa, chiacchierano e trascorrono insieme il tempo libero. Hanno ritmi simili e hanno trovato un equilibrio che permette a entrambe di mantenere i propri spazi. Durante gli incontri di monitoraggio del progetto hanno raccontato di essere soddisfatte della scelta. Un rapporto fatto di fiducia, collaborazione e compagnia, senza che nessuna delle due debba rinunciare alla propria autonomia.
«Questa storia racconta che l’emergenza abitativa a Firenze non riguarda più soltanto le persone in condizioni di grave marginalità. Coinvolge pensionati, lavoratori, persone che hanno avuto una vita professionale stabile e che oggi non riescono più a sostenere i costi del mercato immobiliare» spiega Gabriele Danesi, responsabile del progetto Abitare Solidale. Ecco perché, aggiunge, «bisogna alzare il livello di attenzione sul disagio abitativo perché sta toccando soggetti che fino a poco tempo fa erano esenti, protetti».


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