non sempre la furbizia è stupidità. estrema come. dice vito mancuso la storia di L'ambulante del mercato-influencer, Sonia Bortolan conquista oltre 100mila follower: «Il negozio a cielo aperto dal 1998 ora è anche online»
«Il furbo pensa di essere il più intelligente di tutti. È quello che non fa la fila, che non rispetta le regole, che non paga le tasse, insomma è il furbo, una malattia tipicamente italica. Ma la furbizia è un difetto dell’intelligenza, che nel furbo risulta distorta, perchè siccome non è l’unico a essere furbo e molti altri sono furbi come lui, il risultato alla fine è il caos.
Il furbo è una persona che manca di empatia, che non ha idea che la cosa più importante della vita è imparare a «non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te», perchè se tutti ragionassero, pensassero e agissero così, noi saremmo in un sistema simile al migliore dei mondi possibili. E invece non siamo nel migliore dei mondi possibili a causa di questa forma di intelligenza deviata, incapace di empatia, incapace di vedere le conseguenze della propria furbizia, che in realtà è furbizia/malizia, e che è una forma di estrema stupidità». #VitoMancuso
mi è ritornata in mente questa storia , letta suGoogle news , stamattina durante la pausa lavoro di
un ambulante del mercato-influencer, Sonia conquista oltre 100mila follower
da https://www.ilgazzettino.it/nordest/pordenone/
«Il negozio a cielo aperto dal 1998 ora è anche online»
L'ambulante del mercato-influencer, Sonia conquista oltre 100mila follower: «Il negozio a cielo aperto dal 1998 ora è anche online»
PORDENONE - È nata tra i banchi dei mercati, nel 1998. Oggi ha trasformato quella stessa esperienza in una vetrina digitale capace di raggiungere oltre 100mila persone. È la storia di Sonia, volto di Bortolan Abbigliamento, che sui social è diventata la protagonista di una nuova modalità di vendita: mostrare, indossare e raccontare direttamente i capi che poi le clienti possono trovare nei mercati.
La pagina Facebook di Bortolan Abbigliamento conta 102.121 follower, oltre 66mila su Instagram: un pubblico costruito attorno a video, fotografie, comunicazioni utili e presentazioni dei capi. Grazie all’impegno e all’entusiasmo di Sonia, i social non sono così una semplice vetrina online, ma una sorta di passerella quotidiana nella quale gli abiti vengono mostrati indossati, abbinati e raccontati.
“Il negozio a cielo aperto dal 1998 ora è anche online”, è la presentazione scelta dall’attività per descrivere la propria presenza digitale. Il messaggio sintetizza bene il concetto: il banco resta il cuore dell’attività, che oggi può entrare nelle case delle clienti semplicemente attraverso lo smartphone.
IL MESSAGGIO
Sul sito ufficiale dell’azienda c’è anche una sezione dedicata a “I look di Sonia”, ulteriore conferma di quanto la sua immagine sia diventata parte integrante della comunicazione del marchio. Sonia indossa i capi, propone combinazioni e interpreta personalmente le collezioni. Il risultato è un modello che ricorda quello dell’influencer marketing, ma con una caratteristica particolare: alle spalle non c’è una boutique tradizionale, bensì un’attività nata e cresciuta nei mercati.Bortolan continua infatti a portare la propria proposta direttamente sul territorio, con presenze nei mercati di Pordenone, ma anche di Codroipo, Portogruaro e Conegliano. La relazione con la cliente, dunque, rimane quella costruita faccia a faccia davanti al banco. Solo che oggi quel rapporto può cominciare molto prima, davanti allo schermo di un telefono: una cliente può quindi vedere Sonia indossare un capo, chiedere informazioni attraverso i canali digitali e poi cercare il banco nella piazza del mercato.
LA SCELTA
Quella scelta da Sonia è una strategia commerciale che si sta diffondendo anche tra le piccole attività di abbigliamento e nei mercati. Si chiama social commerce e punta a trasformare Facebook, Instagram e le altre piattaforme digitali in vere e proprie vetrine, nelle quali sono spesso gli stessi commercianti a indossare i panni degli influencer. Non servono testimonial famosi: sono i titolari a presentare i prodotti, suggerire abbinamenti e dialogare direttamente con le clienti. Un modello già adottato da diverse boutique italiane, e che oggi si sta espandendo anche tra i banchi dei mercati di tutta Italia. Il furbo è una persona che manca di empatia, che non ha idea che la cosa più importante della vita è imparare a «non fare agli altri quello che non vuoi che gli altri facciano a te», perchè se tutti ragionassero, pensassero e agissero così, noi saremmo in un sistema simile al migliore dei mondi possibili. E invece non siamo nel migliore dei mondi possibili a causa di questa forma di intelligenza deviata, incapace di empatia, incapace di vedere le conseguenze della propria furbizia, che in realtà è furbizia/malizia, e che è una forma di estrema stupidità».
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