Francesco
Poiché mia madre si. chiama Franca \ Francesca rischierei. d'essere. di parte quindo. lascio la. parola. all'amico
609. Francesco
Ho sempre amato San Francesco. Che ho semplicemente chiamato Francesco. Fin da bambino, quando esisteva ancora la festa nazionale e tutti erano felici di non andare,
quel giorno, a scuola. L’ho amato perché mio nonno si chiamava Francesco ed era un anarchico analfabeta. Uno che sputava sul potere e sorrideva alla vita. L’ho amato perché leggendo le sue storie, le sue scelte, ho ritenuto fosse un folle, divorato dalla passione. Poi, quando son cresciuto, ho compreso che Francesco era uno stratega, un grandissimo costruttore di opportunità. Quel suo immenso amore per le cose, quella sua infinita poesia per la vita, quel suo essere docile, mediatore, condottiero di pace, si scontrava con la sua grande forza per riuscire a far comprendere quanto amore si doveva riversare per quel Cristo morto sulla croce. Non mi sono mai chiesto se lui avesse ragione e, negli anni, non ho trovato risposte. Ho incontrato sulla mia strada molti frati francescani e ho capito, da loro, cosa fosse la felicità, dove si nascondesse la dolcezza, la bellezza delle cose. Ho ammirato il loro umorismo, la loro semplicità nel gestire le situazioni, la loro voglia di stare insieme con gli uomini.
Dai francescani ho imparato che l’essenzialità era un modo per abbracciare il mondo e che le strade sono attraversate da persone da rispettare sempre. Ho capito il peso della vita, ho percepito che la bilancia non serve solo per pesare ma anche e soprattutto per abbracciare gli altri. Mi sono gettato nelle corsie di emergenza a cercare gli ultimi, a trovare una risposta in chi apparentemente non aveva nessuna certezza. Ho amato il dubbio e l’ho coltivato nel giardino della mia vita e ne ho fatto scudo e lancia davanti alle certezze di molti. Ho capito, da adulto, che Francesco sapeva scegliere le tavolozze dei colori e li sapeva miscelare splendidamente. Oggi, 4 ottobre, è San Francesco.
Così si chiamava mio nonno e così si chiamava mio padre. Un nesso c’è senz’altro nel destino delle vite che si incrociano. Abbiamo maledettamente bisogno di uomini come Francesco. Soprattutto in questi terribili giorni dispari.


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