diario di bordo anno I n.9 Dopo Halloween non dovremmo importare in Italia anche la festa del “Giorno del ringraziamento”?

il numero. del diario. di bordo odierno  è interamente dedicato. ad Halloween o meglio  ( chiamiamo  le cose con il.lori nome ) festività. di ogni santi ovvero del 1novembre. Esso   è anche  una replica a chi mi dice per i miei post  post precedenti sia su questo  che sul vecchio blog  e credo anche ( in quanto la gente si ferma al titolo 😣 ) per  questo  , che io Odio. H e di conseguenza l'America ( ma questa è un.   altra. storia. che. affronteremo. un. altra. volta  qui rischieremo di mettere troppa  carne al fuoco )  per il titolo provocatorio del post   odierno. 
dopo queste precisazioni Veniamo al post vero e proprio. 

I
Io non odio le festività del 31 ottobre 2 novembre  cioè di ogni santi e dei morti   eventi. che  la neolingua ( vedere il post precedente ) chiama con il nome  di  Halloween perché mi piace l'atmosfera mista di : religione popolare, spiritualità, fantasia , horror, incubi , ecc .
Infatti ricordo ancora le mie nonne prima che l fossero colpite da alzaimer /demenza senile , specie quella materna che la notte del 31 novembre  apparecchiavano dopo
cena la tavola per le xnome dei defunti o se passa a qualche ragazzino del vicinato a chiedere gli offriva melegranate ,  castagne , frutta secca e se capitava qualche dolcetto o monetina . Ma odio  il fatto che una. festa  che. ha. origini e radici profonde e suggestive, non solo religiosa  e. confessionale. introdotta. dalla. chiesa. cattolica per.  combattere. le. tradizioni pagane oggi viene spesso vissuta in modo molto diverso. . sia. trasformato in. qualcosa   di omologato e  conformistico importato   \. remportato. dall'estero   ( vedere.  siti. a. fine. post )  Infatti ciò che mi  fa storcere il naso non è il travestimento o lo stare insieme, ma alcuni aspetti specifici del modo in cui viene declinata oggi:

  • La deriva consumistica: L'esasperazione commerciale che trasforma una ricorrenza in una corsa all'acquisto di maschere di plastica, addobbi e gadget usa e getta, spesso di scarsa qualità e ad alto impatto ambientale. 
  • L'appiattimento dell'immaginario: Il modello importato — spesso legato a una patina un po' urlata, trash o eccessivamente macabra — che mette in ombra la dimensione più intima, folkloristica o legata alla memoria dei defunti. 
  • La perdita del senso di comunità: Il "dolcetto o scherzetto" che a volte si riduce a una richiesta meccanica. ed. obbligatoria perdendo quel contatto di vicinato autentico o trasformandosi in eccessi di disturbo urbano.
  • La cancellazione delle tradizioni locali: In molte regioni (inclusa la Sardegna, dove storicamente esistevano usanze analoghe legate alla commemorazione dei defunti e all'intaglio delle zucche locali ), si tende a dimenticare il proprio folklore per omologarsi a un format standardizzato globale. 
Soprattutto non sopporto l'aspetto economico e la commercializzazione aggressiva i quali sono proprio i fattori che più spesso svuotano di significato questa ricorrenza, trasformandola in una macchina da consumo che genera spreco e omologazione. Infatti  Questo tipo di dinamica tocca diversi punti critici:
  • Spreco e plastica: La quantità di costumi usa e getta, decorazioni in poliestere e gadget low-cost che vengono acquistati per una sola notte e poi finiscono direttamente in discarica.
  • Bisogni indotti: Le vetrine e i supermercati che già da settembre spingono all'acquisto di dolciumi confezionati e oggettistica, imponendo un calendario dettato unicamente dalle logiche di vendita.
  • Perdita della spontaneità: La festa smette di essere un momento di ritrovo spontaneo o di gioco artigianale e diventa l'obbligo di aderire a un "format" preconfezionato per cui bisogna per forza spendere.
È una dinamica che purtroppo si nota anche in molte altre festività  ( natale o pasqua. ) o giornate a tema ( 8 marzo , festa dela mamma. , del papa. , dei nonni ,  san. valentino )  ma che su Halloween — essendo una ricorrenza "importata" nella sua veste moderna — si nota in modo ancora più evidente e artificiale.
 Infatti La differenza principale tra l'Halloween europeo (storico) e quello americano (moderno) risiede nel significato profondo della festa: l'Europa affonda le sue radici nella spiritualità, nel ricordo dei defunti e nei cicli della natura, mentre la versione americana si concentra sulla spettacolarizzazione, l'intrattenimento e il commercio.Ecco le differenze chiave strutturate per categorie:
  🎃 Focus e Significato
  • Halloween Americano: È una festa incentrata sul divertimento, sulla paura "da brivido" (horror) e sulla creatività. L'obiettivo è mascherarsi, fare festa ed esorcizzare la morte attraverso l'ironia e il gioco.
  • Halloween Europeo (Radici): Nasce dal capodanno celtico (Samhain), un momento sacro di passaggio tra la fine dell'estate (il raccolto) e l'inizio dell'inverno (il buio). Il focus era il legame spirituale tra il mondo dei vivi e quello dei morti, unito alla preghiera e al rispetto per gli antenati.
🧛‍♂️ Costumi e Travestimenti
  • In USA: I costumi non sono solo spaventosi. Ci si traveste da qualsiasi cosa faccia parte della cultura pop: supereroi, politici, personaggi dei film, animali o icone del momento.
  • In Europa: Tradizionalmente legata a figure del folklore locale (streghe, fantasmi, scheletri, anime del purgatorio). Negli ultimi anni l'Europa ha assorbito la moda americana, ma le feste tradizionali mantengono un tono più austero o storicamente rievocativo.
🍬 Dolcetto o Scherzetto (Trick or Treat)
  • In USA: È un'istituzione nazionale. I quartieri si organizzano mesi prima con decorazioni colossali e i bambini girano in sicurezza bussando a ogni porta per riempire interi sacchi di caramelle industriali.
  • In Europa: Il "dolcetto o scherzetto" moderno è importato, ma l'usanza di chiedere cibo per le anime esiste da secoli. In molte regioni europee (e italiane, come in Sardegna o in Puglia) i bambini passavano di casa in casa a chiedere doni, ma ricevevano frutta secca, castagne, dolci tipici fatti in casa (come le "ossa dei morti") o monete, in cambio di una preghiera per i defunti.
🏮 Simboli: Dalla Rapa alla Zucca
  • In Europa: Originariamente in Irlanda, Scozia e in diverse zone d'Italia (Lombardia, Friuli, Veneto) si intagliavano le rape o le barbabietole per inserire all'interno una candela che illuminasse la strada alle anime.
  • In USA: Gli immigrati irlandesi, non trovando rape in abbondanza, scoprirono che le zucche americane erano più grandi, morbide e facili da intagliare. Da lì è nata la famosissima Jack-o'-lantern che oggi è tornata in Europa come simbolo globale.
quindi. concludendo  che. si celebri pure in culo   ... alla faccia    di   quelle. posizioni. fra. cui. quella  <<  prevalente è: Halloween in Italia non ha senso, è un’americanata, una moda importata senza alcun legame con la nostra cultura.A dire così sono opinionisti di un’area trasversale che va dalla destra postfascista alla sinistra intellettuale, passando per i cattolici. Che sia il diavolo del consumismo americano o quello del neo-paganesimo, destra e sinistra sono allineate sulla demonizzazione della festa americano-pop-pagana.  [...] >>  dicono. si vogliono. cancellare. le nostre tradizioni.  ignorando le proprie. radici e le tradizioni  o. usandole. solo.   quando. conviene. E. si. dimsgtra.   ipocritamente.  anti americani. quando usa  come. si vede. dal. video. una mazza da baseball... simbolo. importato. dall'America



 Poi c’è quella minoritaria dei simpatizzanti della Lega Nord  i quali dicono: in Padania facciamo feste simili da sempre, infatti noi siamo gli eredi dei celti, come gli irlandesi che hanno portato Halloween in America. Quindi – dicono i leghisti – è vero che Halloween in Italia non si deve festeggiare: dobbiamo festeggiarlo solo noi padani! Chi per un verso, chi per l’altro, gli opinionisti di giornali e TV si schierano contro la sempre più vasta diffusione della festa americana nei locali nelle case degli italiani.Del fatto che ai giovani italiani cresciuti nelle metropoli e soprattutto ai bambini piaccia festeggiare Halloween, non riescono a farsi una ragione. [ ... segue su  https://www.lucaricatti.it/origini-di-halloween-in-italia/ ] >> Infatti  se proviamo a fare un passo indietro e chiediamo agli esperti di tradizioni popolari oppure nostri nonni o genitori  , oppure  se. come. me. si ha. una. certa. età e  si. nati. e cresciuti  nel mio caso. nel. sud   dove le tradizioni. era no molto radicate ,  scopriamo che Halloween in Italia c’era già, anche se non si chiamava così. Solo che poi ce ne siamo dimenticati o l'abbiamo omologato al  marketing   .
Quindi che la  festeggi pure chi vuole e non si rompano le scatole  da parte  chi  vuole. festeggiarla secondo il modello Americano  verso. chi vuole proibirla o  festeggiarla secondo le usanze nostrane o. non festeggiarla  affatto   e. viceversa . 

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