diario di. bordo. n.7 anno I. Al posto delle maschere da strega un costume da santo: il parroco di Cabras sfida Halloween ., Telti Vende casa e costruisce l’unico santuario di animali liberi della Sardegna. La storia di Alessia e del Rifugio di Miki Pig ., La Gioconda con le cicatrici della mastectomia: il murale di aleXsandro Palombo a Milano
di Paolo Camedda
Per scegliere il costume, stavolta, niente trucchi: basterà sfogliare il calendario. Dietro ogni nome c’è una storia, e scoprirla farà parte del gioco. Perché «dolcetto o scherzetto» va bene, ma le vite dei beati possono essere fonte di ispirazione. La stessa locandina annuncia «una festa per il santo che c’è in te» e mette subito in chiaro lo spirito della serata. Al centro un cuore azzurro con ali e aureola, di lato una galleria di santi illustrati. In basso spunta persino una zucca sorridente, accanto all’esortazione: «Usa la testa! Dì no alla festa delle zucche vuote».
Il riferimento è chiaro, pur senza chiamare in causa direttamente streghe, fantasmi e compagnia. Il parroco, don Giuseppe Sanna, spiega l’originale proposta: «Non vogliamo contrapporci a nessun altro, l’idea è offrire una festa all’insegna della bellezza, della luce, della generosità, dell’altruismo e della vita». Il travestimento può diventare così lo spunto per una piccola ricerca: «Invitando i ragazzi a travestirsi da santi, li incoraggiamo ad approfondire la figura di queste persone, significative per noi non solo dal punto di vista religioso, ma anche sociale e culturale».
Quest’anno il progetto ha trovato le persone giuste per prendere forma: «Ci daranno una mano importante le suore Giuseppine e Suor Marie Corinne sarà il nuovo punto di riferimento dell’oratorio», spiega il sacerdote. Arrivata da poco dall’Argentina, la religiosa porta con sé l’esperienza in una realtà grande e complessa. L’auspicio di Don Giuseppe Sanna è che ci sia un’adesione numerosa: «Cercheremo di coinvolgere anche tutti i ragazzi del catechismo con i loro genitori». Poi invita tutti a riscoprire tutti il valore della propria tradizione: «Siamo tentati di mutuare da altre culture modelli che in realtà non sono nostri. Vorremmo far sentire un fremito di presa di coscienza di quella che è la grandezza anche della nostra cultura».
Nuova Sardegna. 18\10\2026
Amici animali
. Serena Lullia
Alessia Corbu e Michele "Miki Pig", il maiale che dà il nome al rifugio
La scelta di Alessia: vendere casa e costruire un santuario
Il rapporto di Alessia con gli animali comincia molto prima dell’apertura del rifugio, sei anni fa. Attivista della Lav dal 2016, per anni responsabile della sede di Sassari e oggi volontaria dell’associazione, ha raccolto nel tempo decine di segnalazioni di animali in difficoltà. Cavalli, asini, maiali, capre. Animali sottratti a situazioni di maltrattamento o recuperati dopo essere stati abbandonati. Il problema, però, tornava sempre: una volta salvati, spesso mancava un luogo dove accoglierli. Da quella consapevolezza nasce la scelta che cambia la sua vita. Alessia vende la sua casa, acquista sei ettari di terreno nella campagna gallurese, a Telti, e nel 2019 comincia a costruire quello che oggi definisce il suo progetto di vita. Il santuario viene inaugurato nel 2020 e da allora diventa un approdo sicuro per animali che difficilmente troverebbero un'altra collocazione.
Le giornate tra lavoro e rifugio
Quarantasette anni, sales specialist per un’azienda di dispositivi medici negli ospedali del nord Sardegna, Alessia divide le sue giornate tra il lavoro e il rifugio. La mattina si comincia presto.
Prima di uscire passa tra i recinti, distribuisce acqua e cibo, prepara il latte per i più piccoli, controlla gli animali che seguono una terapia. Un’ora per rispettare una tabella di marcia affinata nel tempo. Nel fine settimana arrivano i lavori più impegnativi: manutenzione, organizzazione degli eventi, raccolte fondi, gestione della comunicazione sui social. «C’è tanto sacrificio, ma sono profondamente convinta della mia scelta».
Nessun giudizio, nessun pregiudizio
Dal 2024 il Rifugio di Miki Pig fa parte della Rete dei Santuari italiani e ne condivide la Carta dei valori. L’accoglienza degli animali è solo una parte della missione. L’altra è provare a cambiare lo sguardo delle persone. Non attraverso il giudizio, ma attraverso la conoscenza. «Non organizziamo eventi solo per vegetariani o vegani. Vogliamo incontrare soprattutto chi è curioso, chi vuole conoscere questa realtà. Senza giudizi, senza pregiudizi».
Miki, Maddy, Angie e gli altri abitanti del rifugio
Tra gli abitanti del santuario il più famoso è Michele Pig, per tutti Miki. Un enorme maiale che trascorre le
C’è Angie, un’agnellina recuperata lungo la statale 131 quando era ormai quasi morta. Ci sono le caprette Rocco e Ornella, dolcissime e mansuete. E Sam, un bue di circa nove quintali con la tendenza ad abbattere le recinzioni per andare incontro alle persone. E ancora cavalli, pony, pecore, capre, conigli, galline, tartarughe. Mentre Alessia continua il suo giro tra i recinti, Miki torna a sdraiarsi nel fango. Gli altri animali si muovono tranquilli tra gli alberi. Il vento porta ancora il profumo della campagna gallurese. E della libertà.
Nessun finanziamento pubblico, solo aiuti del cuore
Mandare avanti un santuario significa affrontare ogni giorno anche una sfida economica. A differenza di altre strutture che ospitano animali, queste realtà non ricevono finanziamenti o sovvenzioni pubbliche. Il sostegno arriva dall’autofinanziamento: visite, raccolte fondi, aperitivi e cene solidali, gadget e adozioni a distanza. Per contribuire al mantenimento del progetto Alessia Corbu ha scelto di aprire anche un B&B all’interno del rifugio. Chi soggiorna può così vivere il santuario dall’interno e, allo stesso tempo, contribuire alle sue attività. Tra gli obiettivi più vicini c’è il completamento del nuovo fienile, che consentirà di conservare le scorte di fieno all’asciutto per mesi. Per raccogliere i fondi necessari è stato realizzato anche un fumetto dedicato alla cinghialetta Maddy.
Ma c’è una necessità che diventa sempre più urgente con la crescita del santuario: assistere gli animali durante la vecchiaia e curare le malattie che emergono con il passare degli anni. Per questo Alessia cerca un professionista veterinario disposto a collaborare con il Rifugio, garantendo agli ospiti cure basate sul rispetto e sull’etica professionale. Nel futuro c’è anche la valorizzazione della parte boschiva del rifugio e la creazione di un percorso esperienziale destinato alle scuole, con attività dedicate all’educazione civica e alla sensibilizzazione.
Aperitivi e visite con gli animali
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