“A tavola senza schermi”, il progetto in Sardegna invita alla disconnessione al ristorante
da. una. prima. lettura. delllarticolosotto riportato. della nuova. sardegna. del. 29\10\2026. sembra. un. iniziativa proibizionista. ma. poi rileggendolo. e. legendo. l'altro. articolo. citato è vero il. contrario è. una. buona. iniziativa. per. disintossicarci. visto. che. come dice il. secondo. articolo. << l 95% degli adolescenti italiani usa regolarmente lo smartphone e più della metà lo tiene acceso 24 ore su 24. Circa uno su quattro mostra segnali di uso problematico >>
Il 95% degli adolescenti italiani usa regolarmente lo smartphone e più
della metà lo tiene acceso 24 ore su 24. Circa uno su quattro mostra segnali di uso problematico. L’87% dei genitori di preadolescenti chiede più informazioni su come gestire il rapporto dei figli con il digitale. A fotografare questo scenario è la guida pratica Bambini e adolescenti in un mondo digitale, curata dalla Federazione italiana medici pediatri (Fimp) dai cui dati deriva “A tavola senza schermi”. L’iniziativa coinvolge 15 attività ristorative della Sardegna
Cagliari a Olbia, passando per Nuoro e Oristano. A lanciare l’invito è la Federazione italiana
pubblici eserciti e l’Ufficio della Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza. L’idea è semplice: “riportare al centro del pasto il tempo in famiglia, con telefoni e tablet a risposo mentre si mangia”
, da . Un modo per riscoprire il piacere del gioco e del dialogo in uno dei momenti più importanti della giornata: il pasto. Nei locali le famiglie troveranno il patto di disconnessione volontario, il “Kit del Ritrovo” con giochi e attività per fasce d’età e il pieghevole con i consigli per i genitori, che rimanda tramite QR code alla guida completa della Fimp. In 15 ristoranti dell’isola che hanno aderito all’iniziativa, per un mese, alle famiglie saranno forniti giochi e materiale informativo e una guida su bambini e adolescenti in un mondo digitale.Il progetto
La Garante regionale Anna Cau ha presentato il progetto richiamando l’importanza di iniziative che possano coinvolgere la comunità locale nella responsabilità di garantire a giovani e adolescenti momenti educativi adeguati. “Anche questa piccola iniziativa può aiutare le famiglie – ha spiegato Cau -. Il digitale deve essere ben governato, i minori devono essere protetti dall’abuso dei dispositivi elettronici e da contenuti inadatti. I genitori devono essere consapevoli dei rischi e delle opportunità dell’uso degli strumenti tecnologici”.
L’invito riguarda il potere della disconnessione: proporre ai minori di giocare, colorare e interagire con i genitori senza guardare gli schermi. Alla conferenza stampa di presentazione del progetto, il presidente Fipe Confcommercio Emanuele Frongia ha spiegato che “un ristorante è un luogo in cui ci si incontra, si parla e si condivide del tempo. Con “A tavola senza schermi” vogliamo valorizzare questa funzione, invitando le famiglie a riscoprire il piacere di stare insieme anche nell’attesa di un piatto. I ristoratori che aderiscono mettono a disposizione giochi e attività per i più piccoli, offrendo un’alternativa concreta al telefono. Ma il primo esempio deve arrivare da noi adulti: chiedere ai bambini di rinunciare allo schermo ha senso se siamo disposti a farlo anche noi. La ristorazione sarda può dare un contributo importante, trasformando un gesto semplice in un’occasione per ritrovare ascolto, attenzione e convivialità”.



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