la lotta per la #veritàpergiulioregeni deve. continuare per trovare i carnefici e. i mandanti

Ancora non riesco completamente  a  sbollire la rabbia e l’indignazione  che ancora persistono per gli ultimi avvenimenti del caso Giulio Regeni . Infatti  sto leggendo una quantità enorme di commenti delusi e disillusi per la sentenza della prima Corte d’assise che ha condannato sì, a dieci anni, i tre 007 egiziani per il sequestro e la tortura di Giulio Regeni, ma non per l’omicidio.

Come se Giulio fosse morto da solo, senza assassini. E siamo , visto che i condannati hanno detto di voler. fare appello , . E’ triste. Ammetterlo. Ma. anche per I suoi legali. Già. Essere arrivati li davanti a  depistaggi e cavilli legali. E semilegali  sintetizzati da questa bellissima vignetta.  






 è. Una vittoria per la. Morte. Di Giulio regni   penso   che viste le. dichiarazioni qui    Maggiori. Dettagli sull’uscita di Tajani https://share.google/aimode/CiXvd3L6y2E3aDyUO  nostro  [SIC] ministro degli esteri.

 sintetizzate  sempre da. Natangelo


e il



Ma come  ho scritto nel  titolo la battaglia per la. Verità deve. Continuare . Infatti è sono queste   Le parole della. Famiglia.  Di Giulio. 

 Da  Lorenzo Tosa 

“Oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri. Da stasera tutti i regimi, i loro apparati, le loro divise saranno costretti a ricordarsi che la dignità delle persone è inviolabile, così come i loro corpi, che l'impunità può essere sconfitta e l'arbitrio può trovare un argine nelle democrazie”

Poi ha aggiunto una cosa importante. Che “ora il governo dovrà prenderne atto, reclamare il risarcimento del danno e rompere i rapporti con un Paese che, lungi dall'essere sicuro, tortura e uccide anche i cittadini degli Stati cosiddetti amici”.

Questo hanno detto Ballerini e i genitori di Giulio.

E a me pare che in queste parole, di grande dignità, ci sia il senso di una sentenza lungi dall’essere perfetta, lungi dall’essere completa, riparativa, definitiva, ma che per la prima volta mette dentro un tribunale italiano un piccolo pezzo di verità e giustizia lì dove per dieci anni hanno regnato solo omertà, omissioni, silenzio, complicità.

No, non basta. Ma è qualcosa. Ed è molto di più del silenzio che hanno dovuto sopportare questi due genitori per dieci anni.

Che non sia la fine, ma l’inizio di qualcosa. Di una vera e definitiva giustizia.

Un pensiero a Giulio e una carezza a mamma Paola e papà Claudio. 


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