Davide Cavallo paralizzato dopo l’accoltellamento, abbraccia i tre dei ragazzi che lo aggredirono: «Siamo legati da un evento orribile»
da. bariitalianews. tramite msn.it
in un clima d'odio e forcaiolo ecco. una. bellissima. storia. di giustizia. riparativa e. di umanità

Davide Cavallo paralizzato dopo l’accoltellamento, abbraccia i tre dei ragazzi che lo aggredirono: «Siamo legati da un evento orribile»
Lo studente rimasto paralizzato dopo l’accoltellamento a Milano ha incontrato tre imputati e aperto alla giustizia riparativa.
Un lungo abbraccio nel cortile del Tribunale per i minorenni di Milano ha concluso il nuovo incontro tra Davide Cavallo e tre dei cinque giovani coinvolti nell’aggressione che, quasi un anno fa, lo ha lasciato paralizzato.
in un clima d'odio e forcaiolo ecco. una. bellissima. storia. di giustizia. riparativa e. di umanità
Davide Cavallo paralizzato dopo l’accoltellamento, abbraccia i tre dei ragazzi che lo aggredirono: «Siamo legati da un evento orribile»
Lo studente rimasto paralizzato dopo l’accoltellamento a Milano ha incontrato tre imputati e aperto alla giustizia riparativa.
Un lungo abbraccio nel cortile del Tribunale per i minorenni di Milano ha concluso il nuovo incontro tra Davide Cavallo e tre dei cinque giovani coinvolti nell’aggressione che, quasi un anno fa, lo ha lasciato paralizzato.
Lo studente della Bocconi era stato rapinato e accoltellato nella notte del 12 ottobre 2025 in corso Como, a Milano. Al termine della seconda udienza del procedimento che riguarda i tre imputati minorenni all’epoca dei fatti, Cavallo ha spiegato il rapporto che si è creato con chi partecipò a quella notte di violenza.
«Ormai non credo sia più un fenomeno mediatico», ha detto, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera. «Siamo legati da un evento orribile tutti e sei».
L’incontro dopo l’udienza
Cavallo ha raccontato di considerare possibile un percorso comune, pur partendo dalle conseguenze drammatiche dell’aggressione.
«Ogni volta che li vedo so che possiamo starci vicini, se vogliamo, e questo è il percorso che tutti mi sembra abbiamo deciso di intraprendere», ha spiegato.
Nel confronto con i tre ragazzi, lo studente ha detto di aver percepito qualcosa di diverso rispetto agli incontri precedenti: «Un pochino di più le risorse, non la volontà, ma le risorse per affrontare un percorso come si deve e per parlarmi con sincerità e con presenza».
Cavallo si è soffermato anche sull’esperienza che i giovani stanno vivendo tra carcere e comunità. A suo giudizio, il fatto di non essere considerati definitivamente criminali può rappresentare un passaggio importante per immaginare una vita oltre quanto accaduto.
L’aggressione e le condanne
La rapina avvenne nella notte del 12 ottobre 2025. Cavallo rischiò di morire dissanguato dopo essere stato accoltellato per un bottino di circa 50 euro.
Secondo la ricostruzione giudiziaria riportata nella fonte, i tre ragazzi allora minorenni parteciparono alla rapina e alle percosse, colpendo la vittima con calci e pugni. Il fendente che ha provocato l’invalidità sarebbe invece stato inferto da Alessandro Chiani, 20 anni, di Monza.
Chiani è stato processato separatamente e condannato in primo grado a 20 anni di reclusione. L’altro maggiorenne coinvolto, Ahmed Atia, anche lui di Monza, ha ricevuto una condanna a 10 mesi e 10 giorni.
Per i tre imputati minorenni il procedimento è ancora in corso. Il Tribunale ha disposto anche per l’ultimo dei tre il trasferimento dal carcere minorile Beccaria a una comunità protetta, misura già adottata nei mesi precedenti per gli altri due.
Cavallo ha infine confermato la propria disponibilità a incontrare, in una sede protetta, tutti e cinque i giovani coinvolti nell’aggressione nell’ambito di un percorso di giustizia riparativa.
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