Turisti cafoni invadono l'Italia: dalle file per il krapfen alle spiagge come discariche. In infradito sulle Dolomiti, in costume al cimitero e sul tetto del vaporetto

Ho ricevuto diverse dopo i. cafoni sardi. confermate. da. quest. articolo
https://www.ilmessaggero.it/schede/turisti_cafoni_italia_krapfen_cimitero_dolomiti_sardegna_venezia_vaporetto_rifiuti_spiaggia_cortina-9713051.html




Yacht e gommoni che assediano le spiagge, discoteche in acqua e ombrelloni segnaposto. Il turismo cafone in Sardegna fa discutere e infuriare residenti e ambientalisti, o.    sempre. secondo. l'artioclo. ( ma.  questo. va. a vanti. d'anni. )

Quattro tonnellate di Sardegna nelle valigie

C'è poi chi, invece di lasciare qualcosa sulla spiaggia, decide di portarsela direttamente a casa. Sabbia, ciottoli e conchiglie continuano a essere infilati nei bagagli come souvenir. Soltanto all'aeroporto di Olbia Costa Smeralda, negli ultimi due anni, Enac e Corpo forestale hanno intercettato circa quattro tonnellate di materiale sottratto alle spiagge sarde. Nell'ambito del progetto Riportami al Mare, quei sedimenti sono stati successivamente restituiti alla natura nell'area marina protetta di Tavolara-Punta Coda Cavallo. Altro che magnete da frigorifero: qualcuno dalle vacanze prova a tornare direttamente con un pezzo di costa nel trolley.


ma basta spostare lo sguardo sul resto d'Italia per capire che non si tratta affatto di un'esclusiva dell'Isola. C'è chi scambia lo spazio davanti a un cimitero di guerra per la propria area picnic, chi sale a 2.300 metri soprattutto per fotografare un krapfen visto sui social, chi affronta i sentieri in infradito e chi considera costume e torso nudo un abbigliamento adatto anche nel centro città. E poi c'è chi, pur di realizzare un video, decide addirittura di arrampicarsi sul tetto di un vaporetto in navigazione.Da una parte l'effetto dei social, capaci di trasformare in pochi giorni un luogo o un prodotto nel nuovo oggetto del desiderio. Dall'altra la più tradizionale mancanza di rispetto per l'ambiente e per chi ci sta intorno. Il turismo di massa ha moltiplicato le possibilità di viaggiare, ma non necessariamente il buon senso. E dalle lezioni saltate di educazione civica è nata una categoria che ogni estate torna puntuale: quella dei turisti cafoni.


Ecco i. fatti. episodio per. episodio

Il cimitero di guerra trasformato in area picnic

Può offrire l'ombra degli alberi, la tranquillità di un luogo appartato e perfino un invitante prato verde. Resta però un cimitero di guerra, non un'area di sosta nella quale prendere il sole in biancheria e giocare a carte. È quanto denunciato a Granezza, nel comune di Lusiana Conco, sull'Altopiano di Asiago. Meri Finco ha raccontato di essersi recata al cimitero britannico per rendere omaggio ai caduti e di essersi imbattuta in una coppia intenta a rilassarsi sul prato: «Stavo facendo un giro a Granezza e mi sono presa il tempo di raggiungere il cimitero inglese per un saluto e una preghiera per i caduti che vi sono sepolti e mi sono imbattuta in questa coppia; lei, in mutande e reggiseno color carne, da distante sembrava addirittura del tutto svestita».





Quando avrebbe fatto presente ai due che forse non era il luogo più indicato, la risposta non sarebbe stata delle più concilianti: «Mi hanno pure risposto in malo modo e con arroganza». Nel Granezza British Cemetery riposano 142 soldati britannici caduti durante la Prima guerra mondiale, tra i quali Edward Harold Brittain, fratello della scrittrice Vera Brittain. Poco distante sorge anche il monumento dedicato ai caduti della Resistenza. E non sarebbe neppure la prima volta che sull'Altopiano i luoghi della memoria vengono scambiati per stabilimenti balneari senza mare. Già nel 2017, nella zona sacra del Fante di Val Magnaboschi a Cesuna di Roana, erano stati fotografati turisti tra picnic, sedie a sdraio, bikini e partite con la palla in aree nelle quali cartelli comunali vietavano esplicitamente quei comportamenti.

A Cortina arrivano i controlli

Cambiano lo scenario e l'altitudine, non sempre le abitudini. Cortina d'Ampezzo, una delle destinazioni turistiche più prestigiose d'Italia, si trova a fare i conti con l'altra faccia dell'overtourism: picnic dove non si può, rifiuti, campeggi improvvisati, musica ad alta quota ed
escursionisti che affrontano la montagna con un'attrezzatura più adatta al lungomare.Il fenomeno è diventato abbastanza consistente da spingere Regione Veneto, Provincia di Belluno e Comune di Cortina a rafforzare i controlli. Da luglio sono stati previsti pattugliamenti straordinari della Polizia provinciale nelle aree extraurbane più frequentate, circa dieci servizi al mese fino a settembre, con un investimento iniziale del Comune di 20mila euro.L'obiettivo dichiarato non è riempire le casse con le multe ma prevenire comportamenti pericolosi. Anche perché in montagna l'abbigliamento sbagliato non è soltanto una questione estetica: affrontare sentieri impegnativi in infradito può trasformare la passeggiata da postare su Instagram in una chiamata al Soccorso alpino.


L'elicottero aspetta, i turisti prendono il sole

A volte il confine tra maleducazione e pericolo viene superato con una certa disinvoltura. A luglio, sulle Dolomiti Bellunesi, un elicottero del Suem 118 diretto a soccorrere una persona in difficoltà ha dovuto rallentare le operazioni perché sulla piazzola di atterraggio di un rifugio c'era un gruppo di escursionisti sdraiato a prendere il sole. Alcuni inizialmente non si sarebbero spostati neppure vedendo arrivare l'elicottero. Il ritardo non ha avuto conseguenze gravi, ma il Soccorso alpino ha dovuto ricordare l'ovvio: una grande «H» dipinta a terra non indica una zona solarium. In fondo, sulle Dolomiti il problema non è soltanto arrivare in infradito. È capire anche dove togliersi le scarpe.


Le spiagge trasformate in posacenere

Dal prato di montagna si torna al mare e cambia poco. Bottiglie, lattine, plastica, resti di falò e mozziconi diventano il souvenir lasciato da chi preferisce far portare a casa agli altri ciò che lui non vuole più. A Pane e Pomodoro, una delle spiagge simbolo di Bari, a luglio i volontari di Retake hanno raccolto in un solo pomeriggio oltre 20mila mozziconi di sigaretta, oltre a plastiche e altri piccoli rifiuti. Un numero che l'associazione ha definito un «triste record». La regola sarebbe abbastanza elementare: quello che entra nello zaino pieno può entrarci anche vuoto. Eppure ogni estate associazioni e amministrazioni sono costrette a organizzare pulizie straordinarie per rimediare alle feste altrui



La processione per il krapfen

Poi c'è un turismo cafone più innocuo, ma altrettanto indicativo di come siano cambiate le vacanze. Non distrugge monumenti e non sporca necessariamente le spiagge: segue il feed. I

l Rifugio Friedrich August, a 2.300 metri tra Col Rodella e Passo Sella, è diventato negli ultimi anni una meta social anche grazie ai suoi krapfen alla crema, esposti in lunghe file sulla terrazza panoramica. Sono ormai una delle specialità dichiarate dalla stessa struttura.Fila lunghissima in Val di Fassa per il bombolone alla crema virale sui socialIl meccanismo è quello perfetto della Fomo: qualcuno pubblica il bombolone con le Dolomiti sullo sfondo, qualcun altro decide che deve assolutamente mangiare proprio quel bombolone con proprio quelle Dolomiti sullo sfondo. Le recensioni parlano da tempo di code e grande affluenza, mentre già i social avevano contribuito a trasformare i krapfen del Friedrich August in una piccola attrazione turistica.Naturalmente nessun reato. E il krapfen può essere buonissimo. Rimane però un curioso ribaltamento delle priorità: si sale fino a uno dei panorami più spettacolari delle Dolomiti e il Sacro Graal diventa un bombolone alla crema.



Sul tetto del vaporetto a Venezia

A Venezia la situazione non riguarda soltanto la folla o gli episodi di violenza contro il personale Actv. C'è anche chi considera il vaporetto una specie di attrazione di un parco giochi.


A luglio un 18enne residente in provincia di Reggio Emilia si è arrampicato sul tetto di un vaporetto mentre il mezzo navigava nel Bacino di San Marco. Fermato una prima volta, poche ore dopo avrebbe ripetuto la stessa bravata. Con lui c'era un amico della provincia di Treviso incaricato di riprendere tutto con il cellulare. Perché la bravata, evidentemente, se non finisce sui social rischia quasi di non essere mai avvenuta. Il giovane è stato denunciato per interruzione di pubblico servizio e pericolo per la navigazione. Altro che gondola: per qualcuno Venezia offre direttamente il surf sul trasporto pubblico




A torso nudo in città

Infine c'è la categoria di chi porta la spiaggia con sé anche quando la spiaggia è finita. Sul lago di Como, Varenna ha modificato il regolamento di polizia urbana vietando di rimanere a torso nudo o in costume fuori dalle zone dove è appropriato farlo. La sanzione va da 50 a 200 euro. Fino a 400 euro, invece, possono essere contestati per altre violazioni introdotte dal regolamento, come quelle relative ai grandi gruppi turistici e all'uso di amplificatori: quindi i due massimali non vanno confusi.A Gallipoli la stretta è ancora più esplicita. Fino al 30 settembre 2026 è vietato circolare o sostare in costume, a torso nudo o in abbigliamento ritenuto indecoroso nelle vie, piazze, parchi, mezzi pubblici, monumenti, uffici ed esercizi commerciali della città. Le sanzioni possono arrivare fino a 500 euro. Spiagge e stabilimenti, fortunatamente, restano luoghi nei quali il costume continua a essere ammesso.Sembra una precisazione superflua. Ma questa estate racconta esattamente il contrario. Tra chi parcheggia l'ombrellone per occupare il posto, chi parcheggia se stesso sulla piazzola dell'elisoccorso e chi tenta di parcheggiare un vaporetto sotto i propri piedi, il problema non è il turismo. È ricordarsi che andare in vacanza non significa mandare in ferie anche l'educazione.


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