uno. dei titoli più belli. dedicati. alla. morte di Guccini che. descrivonola. sua. carriera
Il caso ha poi voluto che Guccini morisse il 6 agosto, lui che all'incubo nucleare aveva dedicato una straordinaria trilogia: L'atomica cinese, Il vecchio e il bambino e Noi non ci saremo - tre canzoni ahimè attualissime, visti gli squilibrati che governano il mondo.Ovviamente queste. Insieme ai. Classici : La. Locomotiva , l’avvelenata , Dio. È. Morto costituiscono le basi. da. cui partire. per. chi vuole Ascoltare. Guccini .
Non riuscendo a trovare. Le parole per. Continuare. Lo faccio. , lo. So. Che. È. Limitativo ma piuttosto che. Scrivere. Sciocchezze. E. Frasi insulse accetto tale. Limite. E lascio. La. Parola. A. Chi riesce. A. Esprimersi meglio di me. . Ecco. Due. Post. Forse agli antipodi. Ma. Che. Descrivono benissimo sia. Chi era. Guccini. Sia gli elogi. Post. Mortem. .
Il primo. è. del. giornalista
Ieri è morto Francesco Guccini, e mi spiace per la sua morte e per il dolore di chi lo ha amato. Mi spiace anche per quello che ho visto ieri per ricordarlo, per quel
rituale che puntualmente si ripete ogni volta che muore un artista amato, e che trasforma il lutto in una celebrazione che, a volte, rasenta l'adorazione.
Perché capisco perfettamente il desiderio di ricordare cosa è significato per noi, di ripercorrere le sue opere, il suo peso, il suo impatto, le sue parole che hanno segnato generazioni ed è giusto ricordarlo e riconoscere il suo valore.
Il problema nasce quando si incomincia a parlare di Maestro, con la M maiuscola, e si dà il via alla creazione di un santino laico, di un'icona da collocare in un pantheon di figure intoccabili. E questo non vale solo per Guccini – e non ho nulla contro di lui, anzi, lui stesso, quando lo chiamavano Maestro, diceva con la sua solita ironia: "Sì, maestro elementare". Era una risposta che conteneva già in sé la consapevolezza del rischio e il rifiuto di quella sacralità posticcia. Ma l'atteggiamento di chi lo ha celebrato è quello che abbiamo visto tante altre volte, ed è un atteggiamento profondamente tipico di una certa parte culturale, quella che ha portato a sacralizzare De André, Battiato, Fellini, a farne dei miti, dei simboli, quasi delle divinità laiche. Ma non Califano, per esempio, o Giuni Russo, o Monicelli, che pure sono stati artisti di grande valore. Perché la scelta di chi diventa "Maestro" e chi no non è mai casuale: risponde a un canone, a una tribù, a un'idea di cultura che è di parte.
Il che fa notare che questo "Maestro", la creazione di questo totem, non è neanche un riconoscimento per un artista come tale, ma il riconoscimento del NOSTRO artista, di quello che era – o che riteniamo – nostro. È il nostro idolo, il nostro simbolo, il nostro specchio. In sostanza, è un rapporto un pochino narcisista con l'artista, in cui veneriamo noi stessi, le nostre scelte, le nostre passioni, le nostre appartenenze. L'artista diventa un pretesto per celebrare la nostra identità, per dirci che siamo dalla parte giusta, che abbiamo il gusto giusto, che abbiamo capito tutto. E così, l'arte, che dovrebbe essere un ponte verso l'universale, diventa un muro, un recinto, una bandiera.
Sarebbe il caso di evitare simili operazioni. Non perché non si debba amare un artista o perché non si debba riconoscere il suo valore, ma perché, così facendo, si finisce per togliere un vero valore universale all'arte. L'arte non è un patrimonio di una tribù, è un patrimonio dell'umanità. Il suo linguaggio dovrebbe essere un linguaggio che parla a tutti, al di là delle mode, delle generazioni, delle ideologie. E quando la trasformiamo in un idolo e la chiudiamo in una teca, la uccidiamo perché la rendiamo statica, immobile, lontana dalla vita.
il secondo dello. scrittore.
6\7\2026 ore12.30
Te ne sei andato e ho sempre pensato che la canzone per questo momento non fosse La locomotiva, né L'avvelenata o Radici. Anche La bambina portoghese, peraltro bellissima, non sarebbe adatta. La canzone per te, per la tua vita terrena, per il tuo modo di vedere il mondo, era la più magica, la più eterea e, forse, la più bella: Il vecchio e il bambino.
In quella canzone c'è il Guccini di tutte le altre storie: c'è Dio è morto, c'è il frate, ci sono le cinque anatre, c'è Auschwitz, c'è L'isola non trovata. C'è, soprattutto, l'incontro tra chi ha le tasche piene di storie e di racconti e chi, il bambino, ha ancora la voglia di ascoltare quella magia delle favole intrecciate alle parole.
È vero: i vecchi subiscono le ingiurie degli anni e, negli ultimi tempi, avevi deciso che bastavano i libri, peraltro tutti bellissimi. Ed è anche vero che arriva un momento in cui i vecchi — lo so, perché sto entrando anch'io in quella magnifica stanza — non riescono più a distinguere il vero dai sogni. Però quei vecchi riescono ancora a emozionare e tu, Francesco, con la tua barba, la tua stazza, il bottiglione, la chitarra e la fottuta voglia di cantare, eri da sempre un vecchio che si nascondeva nelle vesti di un bambino.
Sei stato la colonna sonora della mia vita, secondo solo a De André e De Gregori. Sei stato, soprattutto, il fratello maggiore che sapeva riportare tutto alla vita e al pensiero. Sei stato la mia locomotiva che correva forte contro l'ingiustizia; sei stato Bologna e una vecchia signora; sei stato la mia visione immensa delle stoviglie color nostalgia.
Oggi, da anziano, provo a chiudere gli occhi e a immaginarmi bambino, con lo sguardo triste. Grazie a te sono riuscito a vedere cose mai viste. E mi viene naturale guardarti con voce sognante e dirti, quasi sottovoce: «Mi piacciono le tue fiabe, raccontane altre».
Ciao, Francesco. E, come ci hai insegnato con enorme maestria: «A culo tutto il resto»
Speriamo ora. che. gli eredi. del cantautore. e. la. sua etiochetta. non snaturino. la. sua forza dirompente. che. ha. avuto. evitando di diventare. come. testiminia questa. sua biografia del canale. youtube Storie per Dormire Bene il classico. cantante nostalgico presente. nelle. trasmissioni revival ovvero quelle. trasmissioni in. cui ( citazione dalla sua l'avvelenata )
Colleghi cantautori, eletta schiera, che si vende alla sera per un po' di milioni
Voi che siete capaci fate bene a aver le tasche piene e non solo i coglioni
Che cosa posso dirvi? Andate e fate, tanto ci sarà sempre, lo sapete
Un musico fallito, un pio, un teorete, un Bertoncelli o un prete a sparare cazzate
ma. soprattutto si. evitino. pubblicazioni da raschiamenti del. fondo del barile con. a. speranza. che. la. locomotiva. Gucciniana. non. faccia. la. fine. di quella. [.qui il. video ] di. Checco. Zalone
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