Odissea: perché l'Ulisse di Christopher Nolan non tradisce Omero (ma incontra Oppenheimer) - SPOILER





SPOILER



Il poema omerico fa da sfondo a Odissea di Nolan, che si concentra sul rimorso di Ulisse, avvicinandolo alla figura di Oppenheimer in un viaggio di accettazione del fallimento. La narrazione delle peregrinazioni è inusuale, focalizzata sul trauma dell'eroe, spesso in balia degli eventi anziché astuto stratega.
Come nota la critica Benedetta Pallavidino, interpretare il film in questa chiave fa sì che «il gioco valga la candela»; diversamente, resterebbero solo scene visivamente d'impatto ma narrativamente deboli o svuotate di significato, come quelle di Pilos, Circe o Polifemo.
Nonostante le differenze con l'originale omerico — inevitabili per evitare una semplice copia — la pellicola, sceneggiata e diretta da Nolan, risulta efficace. Infatti
Il poema omerico è un grande pretesto, per capirlo bisogna arrivare a circa venti minuti dalla fine del film di Nolan, al momento in cui Ulisse dà voce al suo rimorso per ciò che è stato: la guerra è diventata devastazione a causa di un tranello ben congeniato. Ed eccolo che il guerriero greco si sovrappone a un altro antieroe, finchè lui e Oppenheimer arrivano a coincidere appunto .
Per tornare a casa, per rendere esprimibile il proprio fallimento è necessario un viaggio di sfide che portino all'accettazione, che lascino il re di Itaca naufragare un'ultima volta su una zattera dall'isola di Calipso verso le spiagge natie.
Perciò la narrazione delle peregrinazioni è riscritta, sbilanciata, frettolosa. Ulisse non è così astuto, ma in balia degli dèi e degli eventi, stoicamente fermo sulla posizione di voler salvare i compagni,
almeno finchè il lancinante canto delle sirene non risveglia in lui la sofferenza del trauma vissuto e provocato che sarà indagato tra loto lenitivo e bagni di ricordi con la 'terapeuta' Calipso.
«Se si guarda » come. dice sempre  la critica. Benedetta. Pallavicino. , « [...] al contrario ciò che resterebbe sono scene visivamente d'impatto, narrativamente povere: alcune inutili ed inventate di sana pianta, quali quella tra padre e figlio a Pilos, altre sensazionali e fini a loro stesse (Circe), altre ancora svuotate del significato intrinseco (Polifemo).» Ecco che nonostante le notevoli Differenze tra l’opera Omerica  e il film in questione  inevitabili altrimenti   si rischia di farne quasi una copia. come la  bellissima. miniserie di Di. Franco rosi. devo dire Odissea (The Odyssey) sceneggiato, diretto e co-prodotto da Christopher Nolan Non è male concordo con. Peter Bradshaw di The Guardian ha assegnato al film cinque stelle su cinque, definendolo «un film con un'ambizione entusiasmante, audacia, serietà, generosità e stile»; sottolinea l'assenza di Autolico, e conclude affermando che «[la visione] non porta né saggezza né appagamento, ma solo una cupa risoluzione di continuare a lottare, di dare un senso alle vite distrutte, di rientrare nel campo di battaglia bruciato dalla perdita».
Infatti Amy Nicholson del Los Angeles Times lo ha chiamato «un possente cavallo di Troia delle ossessioni tematiche [di Nolan]», aggiungendo che il regista «si rifiuta di tremare di fronte al canone […] Taglia e rielabora Omero e un po' di Virgilio per trasformare i testi classici nel suo tipo di racconto: uno ossessionato dalla memoria, dall'identità, dal genio distruttive e dallo stlittamento del tempo».Per Guy Lodge di Variety, Odissea è «un'epopea vasta, emozionante e leggermente distaccata […] C'è così tanto da sentire qui a livello sensoriale che il film se la cava con il suo brivido leggermente distaccato e penetrante; ne usciamo con la sensazione di essere stati e tornati dall'inferno, e in modo esilarante».Mi astengo. sul. giudizio di David Rooney,non. avendo. visto. il. film. da. lui citato. scrivendo per il The Hollywood Reporter, considera l'opera «discontinua e non all'altezza della sicurezza e della complessità intellettuale di Oppenheimer», e nonostante ciò «elevata grazie al carisma accecante dell'ensemble».Gridare al capolavoro sensazionalistico è un po' ingenuo (tenendo conto che è una colossale mossa di marketing che parte dalla pre-produzione con lo scopo di creare polemica e dissenso, progettato a tavolino). Ma ancora sempre  secondo la bella e notevole recensione di. https://www.facebook.com/benedetta.pallavidino : « [….] Anche denigrarlo e apostrofarlo come la peggiore delle ca****e è sciocco, poichè l'intelligenza e lo spirito critico per vederne il buono lo possediamo tutti.[….] » qui. l'intero post
concludo che le critiche e le. eventuali stroncature debbano sia. che. siano. che. siano. motivate evitare come segnala un commento 

La stroncatura individua alcuni problemi reali, ma li trasforma in una sentenza totale, condizionata da un’avversione verso Nolan dichiarata prima ancora dell’analisi del film. Questo non rende automaticamente false le tue osservazioni, ma impone di verificarle una per una, senza confondere il gusto personale con il dato filologico o cinematografico.
di Jacobin Italia. qui il link. del. post. obbiettive. il. più. possibile. 


Concludo. affermando.  che.  il film Merita. un. buon. 6. anche. se. dal. gran. can mediatico. mi. sarein aspettato. di meglio. . ma. va. beh. chi. s'accongenta. gode.

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