E niente. È ricominciata. Nuovo anno scolastico, nuovi bambini e nuove avventure. di Giordana Yanez Bonacina Maestra Giò della pagina FB Educare per proteggere -
La maestra, invece, è sempre quella. Solo con qualche anno in più, una marea di qualifiche, una quantità imprecisata di braccialetti e la certezza ormai scientifica che la pensione la vedrò probabilmente insieme alla cometa di Halley.Pensavo che il primo giorno con una nuova prima primaria sarei entrata composta, autorevole e rassicurante. Avete presente… quella roba da insegnante esperta? Trentatré anni di servizio: la postura istituzionale, lo sguardo pedagogico e la voce calma. Beh. quasi... Sono entrata saltellando con un grillo, agitando braccia e gambe come se invece della prima primaria avessi appena inaugurato il tour mondiale di Beyoncé.
Ed è lì che ho capito una cosa meravigliosa: non ho ancora finito di divertirmi. La maglietta con la scritta MAESTRA, peraltro, si è rivelata fondamentale, non tanto per i bambini. Per me! A tratti abbassavo lo sguardo, leggevo e pensavo: “Ah, ecco. Giusto. Sono la maestra!" Scherzi a parte, questi cuccioli li ho sentiti subito miei con i loro occhi spalancati, le emozioni, l'agitazione, la curiosità, quella meravigliosa confusione del primo giorno in cui non sai ancora bene dove mettere lo zaino, dove andare, cosa succederà e soprattutto non hai capito perché la tua insegnante stia saltellando come una cavalletta, stia ridendo mentre guarda i cartoni di Will Coyote e stia ballando come se non ci fosse un domani.
Io, dal canto mio, avrei veramente l'età in cui una persona seria dovrebbe cominciare a prepararsi dignitosamente alla pensione. Peccato che, al ritmo con cui ci stanno spostando l'età pensionabile, temo che fra trent'anni sarò ancora lì: “Bambini, prendete il quaderno a quadretti.” “Maestra, ma è vero che hai 86 anni?" "Ne faccio 87 tra tre mesi..." Probabilmente mi consegneranno direttamente il deambulatore ministeriale con registro elettronico incorporato!
Per il momento eccomi qui: colorata, un po' folle, con le mie inseparabili scarpe da ginnastica, la coda alta, i braccialetti che quando muovo un braccio sembra stia passando la banda del paese e un'energia che, sinceramente, non pensavo più di avere. Mi sono divertita e, soprattutto, ho guardato quei bambini e ho pensato: “Eccoli. Si ricomincia.” Una nuova squadra, un libro tutto da scrivere, cinque anni davanti per imparare insieme un'infinità di cose. Loro, magari, impareranno a leggere, scrivere e far di conto. Io tenterò finalmente di imparare a comportarmi da maestra irreprensibile e severa ma, su quest'ultimo obiettivo, sinceramente, non garantisco alcun risultato entro la quinta.
Buon viaggio, miei piccoli cuccioli. La vostra maestra è pronta o, almeno, così c'è scritto sulla maglietta. Ed è già qualcosa.

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