eredita. dell'eugenetica. ? Bailey e Alfie, i primi cani modificati geneticamente per vivere con le persone allergiche
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Bailey sembra un cane Beagle qualsiasi. Corre, gioca, cerca attenzioni e vive con il suo umano. Ma dentro il suo Dna c'è una modifica che lo rende diverso da tutti gli altri cani: è stato geneticamente modificato in laboratorio per non produrre la principale proteina responsabile delle allergie canine. La storia di Bailey, e di Alfie, il secondo Beagle con la stessa modifica genetica, è una delle prime applicazioni dell'editing del genoma negli animali da compagnia. Una ricerca che per alcuni rappresenta una possibilità nuova per milioni di persone costrette a rinunciare alla convivenza con un cane a causa delle allergie. Per altri apre un interrogativo più ampio: fino a che punto è giusto intervenire sul patrimonio genetico di un animale per adattarlo alle esigenze umane?
Il sogno di un genetista diventato esperimento
Dietro la nascita di Bailey c'è la storia personale di Matt Walker, genetista e fondatore della start-up americana Kindred Companion Sciences. Da bambino desiderava un cane, ma la sua allergia gli aveva impedito di averne uno. Anni dopo ha trasformato quel limite in un progetto scientifico: trovare un modo per rendere possibile quella convivenza intervenendo direttamente sulla causa biologica della reazione allergica. La società ha annunciato la nascita dei due Beagle come «i primi cani geneticamente modificati per eliminare il principale allergene canino», spiegando che l'obiettivo della ricerca è «creare nuove possibilità per le persone che oggi non possono vivere con un cane a causa delle allergie».
Che cosa è stato modificato nel Dna di Bailey e Alfie
Il bersaglio della modifica genetica è Can f 1, una proteina considerata il principale allergene prodotto dai cani. Non si trova soltanto sul pelo, come spesso si pensa, ma soprattutto nella saliva e nella forfora: quando il cane si lecca o perde cellule della pelle, queste particelle possono diffondersi nell'ambiente e provocare reazioni nelle persone sensibilizzate. I ricercatori hanno utilizzato la tecnologia Crispr-Cas9, uno degli strumenti più innovativi della genetica moderna, per intervenire sul gene responsabile della produzione di questa proteina.
Crispr, la “forbice molecolare” che riscrive il Dna
Crispr-Cas9 viene spesso definita una "forbice molecolare" perché permette agli scienziati di individuare una sequenza precisa del Dna e modificarla. La tecnica ha rivoluzionato la ricerca biologica perché consente interventi molto più mirati rispetto alle tecnologie genetiche del passato. Nella medicina umana Crispr è studiata e utilizzata per alcune terapie contro malattie genetiche: in questi casi l'obiettivo è correggere un difetto del Dna responsabile di una patologia. Nel caso di Bailey e Alfie, invece, non si tratta di una cura per il cane, ma di un intervento volto a modificare una sua caratteristica biologica per ridurre una reazione nell'uomo.
Secondo quanto comunicato dai ricercatori, gli esami sui due Beagle non hanno rilevato la presenza della proteina Can f 1. Matt Walker si è sottoposto anche a test cutanei: la sua pelle ha reagito ai campioni provenienti da cani comuni, ma non a quelli raccolti da Bailey. Il genetista racconta di vivere con il Beagle da oltre un anno senza aver manifestato le reazioni allergiche che in passato gli impedivano di avere un cane. Un risultato importante, ma che non significa ancora aver creato un cane completamente “anallergico”. Le allergie canine, infatti, non dipendono da una sola proteina: Can f 1 è il principale allergene, ma esistono altre molecole capaci di scatenare una risposta immunitaria
Non tutti gli allergici potrebbero beneficiare della modifica
Gli stessi ricercatori sottolineano che serviranno ulteriori studi prima di poter valutare l'effettiva efficacia della tecnologia su un numero ampio di persone allergiche, oltre a ricordare che i «cani Kindred non sono disponibili in commercio» e che «la modifica genomica descritta in questo studio è sperimentale e non è stata approvata dalla Fda». La modifica riguarda infatti soltanto Can f 1 e non elimina necessariamente tutte le possibili fonti di allergeni. Inoltre Bailey e Alfie dovranno essere monitorati nel tempo per verificare che l'intervento sul genoma non abbia conseguenze sulla loro salute o sulle generazioni future.
Rivoluzione scientifica o nuova frontiera controversa?
La nascita di Bailey e Alfie si colloca al centro di un dibattito che accompagna da anni l'utilizzo dell'ingegneria genetica. Per alcuni ricercatori, la possibilità di modificare caratteristiche specifiche degli animali potrebbe rappresentare uno strumento utile per migliorare la relazione tra persone e animali, rendendo possibile la convivenza anche in situazioni oggi difficili. Altri esperti, invece, sollevano questioni etiche: intervenire sul Dna di un animale da compagnia per rispondere a un'esigenza del proprietario potrebbe aprire la strada a una nuova forma di selezione "su misura", nella quale i cani vengono scelti non solo per razza, carattere o aspetto, ma anche per caratteristiche genetiche progettate in laboratorio. Bailey e Alfie, intanto, restano due Beagle che giocano, corrono e cercano carezze. Ma il loro Dna racconta già una possibile nuova fase del rapporto tra uomo e animali: una fase in cui la genetica potrebbe entrare sempre più nella vita quotidiana degli animali da compagnia.


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